Secondo il dottor Rudolf Breuss il cancro e la leucemia si possono prevenire e curare con un metodo del tutto naturale. La cura anticancro applicata da Breuss è una forma di digiunoterapia. Il principio si basa sul fatto che il cibo che normalmente introduciamo è diretto a sostentare le cellule di qualsiasi natura, benigna o maligna, esse siano. Alcuni alimenti non sembrano però graditi alle cellule tumorali. La cura anticancro di Breuss prescrive quindi un’alimentazione strettamente limitata a tali sostanze, in modo da togliere il sostentamento alle cellule tumorali, senza tuttavia debilitare l’organismo.
Fino al 1990, gli ammalati guariti dal cancro, e da altre malattie apparentemente incurabili, con le terapie di Breuss, dovrebbero, secondo un calcolo per difetto, essere circa 45.000.
Ovviamente il digiuno, come pratica terapeutica, viene attaccato dalla maggior parte della medicina ufficiale, un’eccezione è rappresentata dal dottor Paolo Cataldi. Cataldi, medico chirurgo, specializzato in malattie dell’apparato digerente, passato negli anni ’80 alla medicina naturale, specializzato nel digiuno dolce e autore della Dieta Nayr, è invece un sostenitore di tale pratica. “L’apparato digerente, è quello che, più di ogni altro organo del nostro corpo, ha bisogno di energia per funzionare. Nel digiuno, questa attività così impegnativa, viene completamente eliminata e nell’organismo accadono cose sorprendenti. Il corpo, libero da questo impegno, concentra la sua forza nel rigenerare gli organi, espellendo tutte le tossine accumulate nel corso del tempo”; si tratta dei radicali liberi, delle sostanze acide che vengono scartate dal metabolismo, veri e propri veleni. Così si esprime la naturopatia, la scienza medica nella quale si inserisce il digiuno terapeutico. Una teoria che sarebbe giudicata troppo semplicistica dalla medicina ufficiale, un retaggio del passato.
Famosa, soprattutto nei paesi di lingua tedesca, la formula di Rudolf Breuss è così composta: 3 etti di Beta vulgaris cruenta(Barbabietola rossa), 1 etto di Carote crude biologiche (Daucus carota), 1 etto di tubero di Meum mutellina(Sedano di Monte, Levistico) o di Sedano selvatico (Apium graveolens), 30 grammi di Rafano (Cochlearia armoracia), 1 etto di decotto di bucce di Patate (Solanum tuberosum bevute fredde; secondo l’autore tedesco è necessario durante tutto il periodo di cura evitare di mangiare altro cibo (in contrapposizione quindi con le altre preparazioni erboristiche oggetto del presente capitolo), e le stesse componenti del suo preparato devono essere bevute, cioè devono essere prive di residui solidi: pertanto le Verdure devono essere centrifugate, filtrate attraverso un filtro fine o un telo di lino. E’ preferibile, secondo l’autore tedesco, usare una manciata di scorze crude di Patata, fatte bollire per 4 minuti in 2 tazze d’acqua, piuttosto che usare un etto di Patata intera. Egli, infine, raccomanda l’uso d’insalivare bene prima d’inghiottire: fatto quest’ultimo di riconosciuto valore medico data l’importanza degli enzimi salivari nella digestione.
Nato a Gisingen nel Woralberg (Austria) nel 1899, Rudolf Breuss, subito dopo la guerra, per motivi di salute non perfetta, modificò il suo programma di trasferirsi in America e restò in Austria, dove approfondì i suoi interessi per la scienza medica naturale che applicò su di sè. Fondamentali gli furono gli insegnamenti di Padre Kneipp. Nel 1952 Rudolf Breuss iniziò a fare il naturopata iridologo e divenne sempre più conosciuto, specialmente grazie alla sua cura di succhi e la pubblicazione del libretto “CANCRO-LEUCEMIA” che si diffuse mondialmente in 5 lingue. Dopo una trasmissione televisiva nel 1979 fu perseguito da una certa parte della medicina ufficiale e portato in tribunale. Il processo venne revocato nel 1981 dall’allora presidente della Repubblica Federale Dr. Kirchschiage. Dal 1962 ,anno di pensionamento, si dedicò completamente alla sua vera passione : la Medicina Naturale.
L’Aloe
C’è poi il caso, definito da qualcuno miracoloso, dell’aloe e del miele: un miscuglio di Aloe arborescens pulita dalle spine, miele puro, 3-4 cucchiai di arak o whisky o tequila, il tutto frullato. Il risultato: una crema che ha guarito molti dal cancro e dalla leucemia.
Questo rimedio lo si deve a padre Romano Zago, un frate francescano. La ricetta deriva dalla saggezza popolare brasiliana; i poveri dovevano fare uso di ciò che la natura passava, a costo zero, per la loro cura. Così hanno imparato ad usare le erbe e tra queste l’aloe. Tre cucchiai del miscuglio, tre volte al giorno, un quarto d’ora prima dei pasti e la guarigione è raggiungibile spesso perfino nell’arco dei primi dieci giorni. Il tempo, come dice frate Zago, necessario al sangue per percorrere l’intero organismo e portare i benefici effetti del miscuglio in ogni angolo, anche il più remoto, del nostro corpo. Se i benefici non si avessero subito dopo i primi dieci giorni, dopo essersi sottoposti ad esami di controllo per vedere a che punto è il male, si può procedere ad una serie successiva di cicli, sempre di dieci giorni l’uno. I risultati esistono e sono notevoli in qualsiasi tipo di cancro: pelle, gola, seno, fegato, utero, prostata, cervello, fegato, intestino: vi sono persino guarigioni dalla leucemia. (v. La Terra Santa, Il miracolo dell’aloe e del miele, di Vittorio Bosello). La Ricetta
La notizia ha destato l’interesse del mondo scientifico, tanto che è nata l’A.R.A. (Associazione Ricerca Aloe), con l’intento di studiare questa pianta ed i suoi effetti terapeutici nella lotta contro i tumori, presieduta dal professor Roberto Miccinilli, che da oltre vent’anni si occupa di omeopatia all’Università di Londra. Il professor Giuseppe D’Alessio, direttore del Dipartimento di Chimica Organica e Biologica dell’Università Federico II di Napoli, ha effettuato, per conto dell’associazione, alcune ricerche sugli effetti dell’Aloe arborescens. I risultati sono stati sorprendenti: testata più volte, l’aloe ha dimostrato di essere in grado di distruggere le cellule tumorali, preservando nel contempo quelle sane. E’ stato inoltre riscontrato un elevato potere antidolorifico, che permette di attenuare notevolmente il dolore dei malati terminali che non dovessero più rispondere ad altri analgesici (v. Oli, novembre 1996, Aloe Arborescens e terapia dei tumori: una riflessione, di Roberto Miccinilli).
Le cellule tumorali non si sviluppano in un ambiente il cui metabolismo lavora bene e il loro comportamento è determinato proprio dalle attività sane o malate che hanno luogo nell’intero corpo. Ad esempio un insufficiente apporto di ossigeno alle cellule provocato da carenze alimentari, le spinge verso la fermentazione, rendendo l’ambiente anaerobico, l’inadeguata alimentazione genera un eccesso di tossine e provoca la putrefazione, mentre un corretto apporto di ossigeno con una giusta ossidazione, riporta l’ambiente aerobico, impedendo la degenerazione cellulare e l’avvio del processo tumorale «la mancanza di ossigeno nel sangue favorisce lo sviluppo di patologie degenerative. È sempre più evidente che per arrestare la malattia e tornare a una condizione di benessere, dobbiamo disintossicare l’organismo e inondarlo di nutrienti vitali, freschi ed energici.
Tutte le esperienze a nostra disposizione, confermano di agire purificando e ossigenando il sangue, rinnovandolo e rigenerandolo, attraverso il dialogo con gli elementi vitali e le piante medicinali, ma anche con l’uomo dal quale possono scaturire forze d’amore, quindi di conseguenza attuando una alimentazione e uno stile di vita che ostacoli l’ingresso e la produzione di elementi tossici «il sangue purificato è responsabile diretto della salute dell’organismo e di conseguenza della vita della persona. Padre Romano Zago»; per quanto concerne il corpo fisico, il più grande segreto della salute è la purezza del sangue. Il sangue riceve e trasporta i materiali: siano essi buoni o cattivi, li riceve, li trasporta e li deposita nell’organismo. Se questi materiali sono puri, l’organismo si ristabilisce. Perciò, il primo lavoro che si deve fare è quello di purificare il sangue col cibo, le bevande e la respirazione. Togliendo le impurità dal sangue e dal corpo fisico, otterrete la salute.
Durante l’autunno e l’inverno è necessario prestare particolare attenzione a tutto questo, poiché vivendo specialmente in ambienti chiusi risulta più complicato ossigenare e purificare il sangue. In questa stagione, le nocciole, le noci, le mandorle, le arachidi e le olive ci possono dare una mano, infatti contengono in giusta proporzione grassi omega 3 e omega 6 (acido gamma – linolenico) utilissimi per ossigenare il cervello risvegliando la memoria e ripulire il sangue, proteggono dall’arteriosclerosi, regolano colesterolo e trigliceridi, sono antiallergici, assicurano la permeabilità e la funzionalità fisiologica dei tessuti quindi ottimi anche nelle dermatiti e nelle artriti, sono inoltre antinfiammatori e immunostimolanti, molto utilizzati nelle sindromi premestruali «durante tutta l’estate i raggi solari riscaldano gli alberi che portano questi frutti proteici e sono essi che attraverso il proprio calore trasformano questi frutti in deposito di vitamine, minerali, grassi e proteine della migliore qualità. Sono il migliore alimento che possa mantenere la vita. Questi acidi grassi essenziali non vengono normalmente sintetizzati dall’organismo e devono essere introdotti con l’alimentazione. Li ricaviamo anche dal germe di grano (equilibratore naturale, sorgente di vitalità e di benessere), dalle alghe, dai semi d zucca, dai semi di enotera, dai semi di borragine, dai semi di girasole, dai semi di lino, dai semi di ribes nero; questi semi vanno consumati freschi e preferibilmente non tostati poiché perdendo la naturale protezione contro la scomposizione dei grassi polinsaturi, diventano facilmente ossidabili e rancidi causando la formazione di radicali liberi. Le margarine, gli oli e i grassi vegetali spesso presenti in commercio, utilizzati prevalentemente in certi prodotti da forno (che potremmo definire falsi alimenti) per il loro basso costo, sono normalmente ottenuti dai semi a temperature che si avvicinano ai 150°C e con vari processi che rompendo le membrane di protezione e devitalizzando i semi ne alterano le caratteristiche vitali di partenza rendendoli morti, vere e proprie calamite di radicali liberi. I radicali liberi che normalmente vengono utilizzati dai leucociti per difendersi dai batteri eccedenti, possono facilmente sfuggire al controllo e, dopo aver modificato la struttura delle cellule aprendone la membrana, provocano il meccanismo di formazione di esseri cellulari indipendenti e fuori controllo. Ecco perché è anche necessario il ricorso ad un mezzo naturale in grado di proteggere l’involucro delle cellule: la propoli, proveniente da quell’organismo vivente unitario che è l’alveare, quindi propiziatrice e informatrice del messaggio di vita e sacrificio per la comunità.
Le api ci offrono veramente un grande esempio di equilibrio, esse costruiscono i loro resistenti favi di cera attraverso le forze esagonali del silicio, un elemento molto utile che le api ci dispensano come informazione nel miele e che ritroviamo abbondantemente nell’argilla e nell’equiseto, due prodotti fondamentali.
In ogni stagione troviamo esattamente ciò di cui abbiamo bisogno.
Quando il sangue è intossicato, possiamo contribuire a purificarlo con una buona e profonda attività respiratoria che nutre e vivifica, rendendo sana la vita «respira di nuovo l’aria libera. Basta aprire una finestra e lasciare entrare l’aria fresca, specialmente al mattino appena alzati e alla sera prima della cena. In pochi minuti la stanza si rinnova d’aria e con calma, noi procediamo alla respirazione attraverso il naso; facciamo entrare lentamente l’aria, senza forzare, sentiamo i polmoni espandersi, finalmente lavorano ampiamente e profondamente, anche a loro arriva nuova aria che dopo una breve pausa di utilizzo e trasformazione viene espulsa carica di tossine e anidride carbonica, residuo della respirazione cellulare, anche questo è un continuo lavoro di trasformazione e rinnovamento per cui dobbiamo cercare di eseguirlo bene, correttamente e coscientemente .
Quando inspiriamo il soffio della vita, condividiamo quest’aria con tutti gli altri esseri umani, con tutta la vita del pianeta. I polmoni partecipano al processo di rimozione delle scorie insieme all’intestino, ai reni e alla pelle. Se si sviluppa una malattia in uno di questi sistemi, il corpo compenserà aumentando il carico degli altri. Ci sono limiti nell’accumulo di scorie che i polmoni possono sopportare se, per esempio, l’intestino è ostruito. Le maggiori alterazioni patologiche dei tessuti possono essere prevenute se l’ambiente che circonda le cellule è costantemente ricco di ossigeno. Il totale di ossigeno fornito dalla circolazione ai tessuti è largamente controllato dalla respirazione. Appare chiaro da ciò che le migliori misure di prevenzione per questo sistema sono l’esercizio regolare e una buona respirazione. La respirazione, l’esercizio fisico, i semicupi freddi, fanno circolare il sangue in modo più fluido allargando le arterie e liberandole assieme agli altri organi dai residui, dai depositi e dal calcare; purificando il sangue si mantiene una buona ed efficiente circolazione «l’esercizio regolare protegge il sistema cardiovascolare ed aiuta le difese immunitarie. Esso rinforza il tono muscolare, allarga il diametro dei vasi sanguigni, diminuisce il tasso di colesterolo LDL, aiuta a combattere lo stress, stimola gli organi interni, scaccia la depressione, facilita il sonno ed aiuta a pensare più chiaramente. Gli agrumi, le mele, le ciliegie, le fragole, le prugne, gli ortaggi, i legumi, piante medicinali come il carciofo, il tarassaco, la fumaria, il cardo mariano, la cicoria, l’olivo, il biancospino, il rosmarino, la salvia, l’equiseto, l’aglio, la cipolla, il porro, il mirtillo, la noce, ed anche il polline, l’argilla, le alghe e lo yogurt, sono di grande aiuto e danno prova dell’influsso positivo creato dalla purificazione su tutto il nostro corpo.
L’inalazione diretta nei bronchi e nei polmoni di centinaia di sostanze tossiche, non solo di nicotina ma anche di catrame, idrocarburi e vari prodotti della combustione, tra i quali l’ossido di azoto, l’ossido di carbonio, l’ammoniaca, il monossido di carbonio, l’acido cianidrico, ha, inoltre, sulla salute dell’uomo un impatto certamente più devastante di qualsiasi fonte di inquinamento aeriforme, come quello prodotto dall’industria o dal traffico automobilistico, in cui è determinante per la riduzione della pericolosità il rapporto di diluizione con l’aria.
Dobbiamo trovare la strada che porta alle buone abitudini alimentari, sorgenti di salute, se vogliamo prosperare nel presente e nel futuro e se speriamo in un mondo più equilibrato e felice. Non possiamo fare dei compromessi quando si tratta della vita e della salute. Dobbiamo seguire la sola strada giusta: il consumo costante di frutta e verdure crude e le abitudini ed i costumi semplici e naturali che sono la conseguenza di questo regime. Questo modo di agire ha un effetto terapeutico non soltanto su una malattia in particolare o su un organo ma sull’intero organismo. Non guarisce soltanto le malattie contratte nella nostra breve vita personale, ma migliora anche alcune di quelle che sono conseguenza di predisposizioni ereditarie.
La nutrizione liquida a base di succhi freschi di verdure centrifugate e filtrate è sorta dall’esperienza poiché si è visto che tumori e cancri si nutrono prevalentemente di cibi solidi e intossicanti «un tumore canceroso è un corpo autonomo che produce cellule proprie. Le cellule del cancro non possono vivere dei soli succhi di verdura. Perciò non ci resta che eliminare le cellule cancerose affamandole mediante la cura dei succhi. Il successo del trattamento mi è stato confermato migliaia di volte. Rudolf Breuss».
Bisogna procurarsi una centrifuga e le verdure coltivate naturalmente con il metodo biologico o biodinamico, sono perfette la barbabietola rossa, le carote, il sedano verde e, in quantità minore, il cavolo e il rafano della famiglia delle crocifere, la patata e il pomodoro.
Se ne assumono max 250 ml al giorno, a piccoli sorsi in più riprese, per un totale di 42 giorni, filtrandolo con un colino a rete fine, prima di berlo (sperimentalmente questo periodo costituisce un margine di tempo sufficiente ad eliminare il tumore).
A questa pratica uniamo il decotto di salvia, ottenuto facendo bollire per 3 minuti in mezzo litro d’acqua, un cucchiaio colmo di foglie di salvia officinalis, a quel punto si spegne il fuoco, si aggiunge una presa di iperico-menta-melissa e si lascia in infusione per 10 minuti, si beve quindi a più riprese nell’arco della giornata, anche oltre i 42 giorni «il decotto di salvia è il più importante di tutti i decotti, si dovrebbe berlo per tutta la vita. Rudolf Breuss».
Aggiungiamo poi il decotto di equiseto (equisetum arvense, fusti), ortica
(urtica dioica e urens, germogli e foglie) e tarassaco (taraxacum officinalis foglie e radice) che si ottiene lasciando per 10 minuti in infusione, un cucchiaino delle tre piante miscelate in una tazza d’acqua, poi si filtra e ai fondi si uniscono altre due tazze d’acqua portandola a bollire per 10 minuti, infine si mescolano le due tisane e si beve il tutto freddo, metà al mattino e metà alla sera.
Il preparato di aloe si ottiene con 500 gr di miele vergine integrale, 5 cucchiai di grappa e 350 gr di foglie di aloe vera o aloe arborescens, tratte da piante di almeno 4-5 anni, private delle spine, tagliate a pezzi e il tutto inserito nel frullatore per ottenere una crema verde da conservare in frigo in contenitori di vetro scuro; se ne assume 1 cucchiaio tre volte al giorno.
Al mattino iniziamo con un bagno naturale freddo seguito dalle respirazioni integrali, quindi col bere l’acqua d’argilla, la cura di limoni e poi le tisane e i succhi sopraindicati.
Tutte le verdure citate contengono noti principi antitumorali, tanto utili anche per risolvere l’alterazione del sangue nel corso delle leucemie, in questo caso la carota e la barbabietola rossa ci possono veramente aiutare moltissimo, così come le piante a foglia verde la cui clorofilla è la base sulla quale viene elaborata l’emoglobina.
La carota, questa preziosa radice piace sia agli animali che all’uomo, è uno dei più potenti alimenti antitumorali e antiossidanti. Mostra sorprendenti effetti di ringiovanimento nei confronti della pelle e degli organi interni, utile negli affaticamenti visivi crepuscolari poiché ricca di carotene «il carotene è una sostanza imparentata con la luce: recenti scoperte hanno dimostrato sempre più chiaramente che gioca un ruolo nell’assorbimento di energie luminose da parte della pianta e che le fa scendere fino alle radici. Nell’organismo umano il carotene diventa vitamina A, che agisce sulla vitalità degli organi sensoriali e si trova in grandi concentrazioni nella retina. È il rimedio principe di tutte le dermatosi, ulcere, invecchiamento, crescita, dentizione, allattamento poiché è un ottimo riequilibratore naturale, molto raccomandabile anche il suo succo per i bimbi più piccoli «uno degli ortaggi più preziosi per l’uomo. Le foglie verdi si utilizzano nei brodi vegetali e passati di verdura. Già dallo svezzamento viene consigliata, fino ad età inoltrata, l’acqua di cottura una volta raffreddata si dona alle piante come nutrimento. Cruda, grattugiata, tagliata a fettine, cotta: è comunque sempre buona «le carote sono soprattutto piante da radice e contengono molti sali; avendo le forze della terra, esse sono in grado, una volta introdotte nello stomaco, di agire fino nella testa attraverso il sangue. Soltanto sostanze ricche di sali, radici, rafforzano la testa dell’uomo. È straordinariamente importante sapere che proprio con le carote si rafforzano le parti superiori della testa, cioè proprio le parti di cui l’uomo ha bisogno per rafforzarsi interiormente, per non indebolirsi. La carota è ottima nella prevenzione delle malattie infettive infatti rinforza le immunità naturali, aumenta il numero dei globuli rossi e il tasso di emoglobina, è antianemica, vera amica dell’intestino e del fegato, apporta gioia di vivere, lo si intuisce già dal suo bel colore arancio. Conta oltre 140 applicazioni all’interno del prontuario.
Il sedano verde, quindi cresciuto al sole, molto aromatico e profumato è un tonico stimolante, aperitivo, rinfrescante, diuretico, remineralizzante, antireumatico e antiartritico, antigottoso, disintossicante, aperitivo, digestivo, antisettico, antimalarico, antiossidante, contiene vitamine A, B, C, sali minerali, oligoelementi. Si devono usare anche le foglie verdi, ricche di clorofilla (potere solare concentrato, la cui parola contiene il nome oro, metallo dell’armonia e dell’equilibrio); le molecole di clorofilla portano ossigeno attraverso il flusso del sangue e diminuiscono le mutazioni cellulari, sono deodoranti, assorbenti, tonificanti, stimolanti, antianemiche, batteriostatiche, cicatrizzanti, purificatrici, antinfettive e antitossiche, rinforzano le pareti delle cellule e rimuovono i depositi estranei migliorando così il sistema vascolare, la funzione cardiaca, intestinale, polmonare, e a livello uterino, alleviano le infiammazioni del pancreas e purificano il fegato, immunizzano molte sostanze cancerogene, inibiscono i danni ai cromosomi, riducono gli effetti da radiazioni e rinforzano il sistema immunitario. Questa verde e preziosissima sostanza solare inserita anche abbondantemente nella natura soleggiata, merita davvero un’attenzione particolare «le piante agiscono soprattutto con la clorofilla che è la materia verde dei vegetali. È questa clorofilla che aiuta la guarigione poiché essa è prodotta dalle radiazioni solari. Col processo della digestione, essa si trasforma in globuli rossi del sangue e così aiuta a guarirci. Quindi la clorofilla vegetale fresca che troviamo abbondante anche negli spinaci, nel prezzemolo, nell’acetosella, nella menta, nelle alghe e nelle ortiche, è estremamente importante poiché le cellule tumorali non possono svilupparsi in presenza di ossigeno che è il portatore della vita, tantomeno se quest’ossigeno viene condotto da questo vero concentrato naturale di sole, luce e calore (se l’uomo conoscesse l’effetto del sedano ne riempirebbe il suo cortile. Proverbio della Franche-Comté). I proverbi come questo sono condensazioni di saggezza istintiva e derivata dall’esperienza, ci tramandano conoscenze ed usanze del passato ma tuttora valide «è dall’esperienza che nasce la vera conoscenza e con la conoscenza viene la libertà.
Iniziamo così a conoscere, a comprendere veramente e ad intuire l’importanza della respirazione all’aria aperta soleggiata, il perché è necessario esporre al sole l’argilla verde, e la vitalità di una nutrizione solare a base di frutta fresca, ortaggi e cereali che sono concentrati di energia, ma anche quanto poco vitali siano tutti quei farmaci chimici e prodotti inscatolati e quindi devitalizzati che troviamo in commercio, adesso scegliamo il nostro sedano e acquistiamolo proprio verde, ricco di clorofilla che è un ricettacolo solare della più grande vitamina vivente e non bianco, coltivato al buio, anemico «la verde clorofilla stimola di continuo, enormemente, la formazione del sangue umano.
La barbabietola rossa, molto gustosa e dolce, per gli zuccheri naturali e il fosforo che contiene, è una rigeneratrice dei nervi. Contiene vitamine A, B, C, molti sali minerali, oligoelementi, aminoacidi. Antianemica, rimineralizzante, aperitiva, energetica e stimolante, antisettica e antinfettiva, stimola il sistema immunitario ed è antiparassitaria «l’ingestione di radici in luna piena indebolisce i poteri riproduttori dei parassiti sottomessi ai ritmi lunari. Favorisce il regresso dei tumori ed è molto indicata in caso di carenza di leucociti.
Il cavolo e il rafano, appartengono entrambi alla famiglia delle crocifere, piante dalle numerose virtù.
Il cavolo crudo è un fortificante e rimineralizzante di primordine, è coltivato e utilizzato da migliaia di anni, di efficacia stupefacente nelle sue applicazioni esterne. Per ricavarne tutti i benefici nel suo uso orale, infatti, questa ottima verdura deve essere consumata cruda, sia che si tratti della varietà cappuccio che di verza o cavolfiore, tagliandola a fettine sottili o in succo fresco. Vero alimento dismutageno, protegge dalle radiazioni e riduce la formazione di tumori, ottimo anche verso le ulcere gastriche e duodenali, favorisce le cicatrizzazioni prevenendo ogni conseguenza, inoltre efficace nelle cirrosi e nelle asciti, anemia, debolezza ecc.
Il rafano è ricchissimo di vitamina C (660 mg ogni 100 gr), enzimi e sali, molto saporito, deve essere utilizzato con parsimonia. Buono nei disturbi del fegato e della cistifellea o in caso di anemia, bronchite, asma, inappetenza, tubercolosi ecc. Può essere sostituito dal ravanello nero o rosso di cui si consumeranno anche le saporite foglie verdi ricche di minerali, vitamine e agenti anticancro.
La patata è un tubero introdotto nell’alimentazione dal francese Antoine Parmentier nel 18° secolo. Dotata di vitamine del gruppo B, vari sali minerali ed oligoelementi in rapporto alla bontà del terreno di coltivazione, deve essere centrifugata con la buccia, il succo fresco è ottimo in caso di gastrite, ulcere gastriche e duodenali, disturbi al fegato e iperacidità, inoltre riesce a contrastare virus e agenti cancerogeni. Si consiglia di mantenere la buccia anche per la cottura in acqua, in forno o alla brace.
Il pomodoro rosso e maturo molto ricco di vitamina A e C dall’effetto antiossidante, sali minerali ed oligoelementi, contrasta la formazione di tumori e lo sviluppo di metastasi, protegge dall’appendicite. Quest’ottimo ortaggio sopravvissuto a molti pregiudizi, dovrebbe proprio essere consumato crudo e maturo, considerandolo un succoso frutto estivo, dissetante, rinfrescante, rimineralizzante, equilibratore cellulare, energetico, dinamizzante e tonificante, diuretico, disintossicante, digestivo, antiartritico e antireumatico, un vero concentrato di energia solare. L’acido ossalico che contiene è un potente stimolatore dell’organismo, si lega con il calcio per facilitare la sua assimilazione digestiva e stimola l’azione peristaltica dell’intestino aiutando a mantenere o riprendere le sue normali funzioni, inoltre controllando la coagulazione del sangue previene le emorragie.
L’equiseto è ricco di silice «il silicio è presente in tutto il nostro organismo, ma in particolare modo nel tessuto aortico e nei tendini; così ad esempio, la sua diminuzione legata ai processi di invecchiamento delle fibre elastiche nel tessuto aortico rende ragione dell’uso dell’equiseto come preventivo nella cura dell’arteriosclerosi, in quanto favorirebbe un rallentamento dell’invecchiamento delle fibre elastiche. Vitamina C, alcaloidi, flavoni, oligoelementi tra cui oro dall’azione solare. L’oro è un grande metallo nobile, puro e inossidabile, molto vicino alle forze solari di calore e luce, per cui si trova bene in coppia con la silice ed il quarzo, che contribuiscono entrambi ad aprire le vie e le porte della luce vivente, fortificando il ritmico cuore ,l’oro facilita il fluire dell’energia e dona vitalità all’organismo. Facilita la circolazione, allevia i disturbi e le affezioni degli organi sessuali, stimola l’attività delle ghiandole endocrine ed aiuta a riparare i danni subiti dalle ossa e dai tessuti. È, infine, importante per la regolazione della conduttività dei nervi. L’oro aiuta a superare gli stati depressivi, la paura di morire, ed anche le idee suicide, rendendo al tempo stesso vivaci, socievoli e soddisfatti della propria sessualità. Esso, inoltre, infonde fiducia in se stessi e libera dalle influenze negative. L’oro porta alla luce l’essenza della natura umana; conferisce senso alla vita, aiutando l’individuo a realizzare i suoi piani ed a raggiungere i suoi obbiettivi. Per questo motivo esso rappresenta larghezza di vedute e nobiltà d’animo.L’oro è presente nella crosta terrestre in fine dose omeopatica decimale (D9) cioè un milligrammo in una tonnellata (1 mg/t). L’acqua marina contiene una diluizione corrispondente a una D7 cioè 1 dg/t . Il granito che è ricco di silice ne contiene una D6 cioè 1 gr/t. L’equiseto ricchissimo di silice contiene una dose d’oro ancora maggiore (D4) cioè 1 hg/t. L’acqua sorgente pura, l’acqua piovana e la rugiada, quando esposte direttamente ai raggi solari in speciali contenitori di vetro chiamati pellicani, permettono di ottenere “l’oro potabile” in soluzione ancora più elevata, verificabile scientificamente attraverso lo spettrofotometro ad assorbimento atomico. L’equiseto è una pianta collegata a Saturno, la porta dell’astrale, e come tale, riesce a controllare e mitigare i danni al sistema dei nervi, elevandoci ad una dimensione più spirituale e ricca di luce, liberandoci dalla morsa cristallizzante renale,la forza di Saturno che agisce nel nostro carattere ci guida alla resurrezione nello spirito. L’equiseto e l’argilla verde soleggiata sono due risorse naturali capaci di assorbire gli elementi irradiati dal sole e la potenza armonica ed equilibratrice dell’oro, sostenendoci e aiutandoci nel percorso di creazione dell’oro spirituale, l’amore cristico creatore, quell’amore che crea ed unisce gli uomini e la natura. L’equiseto possiede inoltre azione emostatica, diuretica, antiartritica, e benefica per nervi, collagene, ossa, denti, unghie, capelli. Antianemico, antireumatico, normalizzatore della prostata e amico dei reni «scioglie ed elimina ogni sostanza nociva, arresta la crescita di qualsiasi tumore, benigno o maligno che sia, sciogliendolo poi lentamente. Attraverso l’utilizzo dell’equiseto, i tumori maligni vengono ostacolati nella loro crescita e alla fine distrutti. Con l’equiseto e la funzione della sua silice (6400 mg ogni 100 gr), attraverso un processo centrifugo, liberiamo il corpo astrale dal suo lavoro sul rene e così facendo rafforziamo le forze costruttive del rene. Nella sezione del prontuario terapeutico abbiamo inserito oltre 110 indicazioni relative all’equiseto.
L’ortica contiene tutti gli aminoacidi essenziali, molta clorofilla, betacarotene, vitamina C, vitamine B2, B5, B10, K, sali minerali di calcio, potassio, ferro, silicio, zolfo, magnesio (forza splendente), manganese, è un ottimo depurativo, antianemico, antiallergico, antibatterico, antiinfettivo e antivirale, antiossidante e ringiovanente dei tessuti, tonico, rimineralizzante e rivitalizzante anche dei capelli, antireumatico e antiartritico, emostatico, diuretico, astringente, ottima per l’apparato cardiovascolare verso i disturbi del flusso sanguigno, ipotensione e ostruzione arteriosa, ne parliamo ampiamente nel prontuario terapeutico«l’ortica è la nostra migliore pianta medicinale depuratrice del sangue e contemporaneamente antianemica, se soltanto abbiamo stima della nostra ortica, e se a distanze di tempo regolari ne ingeriamo il suo potere meraviglioso sotto forma di tisana, non potrà mai formarsi un tumore maligno. Con l’ortica e la funzione del suo ferro (32 mg ogni 100 gr), regolarizziamo l’equilibrio ritmico di tutta la circolazione e il rapporto tra corpo fisico ed eterico da un lato e corpo astrale ed io dall’altro «l’irritazione prodotta dalle ortiche fresche costituisce il più energico mezzo di risvegliare l’attività nervosa e circolatoria della pelle, fondamento per decongestionare le viscere febbricitanti in tutti i malati. M. Lezaeta Acharan». Nella sezione del prontuario terapeutico abbiamo inserito oltre 120 indicazioni relative all’ortica.
Il tarassaco è un ottimo disintossicante utile per favorire la depurazione, sempre presente per le cure primaverili, nelle foglie sono presenti sostanze ad alto potere antiossidante e anticancro.
Questa pianta molto diffusa si può utilizzare in tutte le sue parti: radici, fusto, foglie e fiori. Contiene vitamine A (tantissima nelle foglie e nei fiori), B, C, D, sali minerali, sostanze batteriostatiche, è un forte diuretico, digestivo, decongestionante del fegato e della cistifellea, antidiabetico, benefico per la pelle, problemi respiratori e circolatori. Con il tarassaco e la funzione del suo calcio (470 mg ogni 100 gr), attraverso un processo centripeto, liberiamo l’Io dal suo lavoro sul fegato e così facendo rafforziamo le forze destrutturanti del fegato. Nella sezione del prontuario terapeutico abbiamo inserito oltre 100 indicazioni relative al tarassaco.
La salvia rinforza, il nome deriva dal latino salvare cioè guarire, governata dal pianeta Giove, il saggio plasmatore, ricca di oli eterei dall’azione fortificante sull’organizzazione dell’Io, molto utilizzata in cucina per il suo aroma caratteristico molto piacevole, spesso unita al rosmarino con cui forma una coppia perfetta, potenziatrice di memoria. Possiede proprietà toniche e vitalizzanti «rianima le forze di tutto l’organismo. Jean Valnet», digestive, conservanti, antitraspiranti e antisudorifere, amica della pelle, dei denti e delle gengive che andranno strofinati entrambi con le foglie fresche contenenti l’olio essenziale antisettico, astringente e stimolante «salvia, d’ora in poi e per l’eternità sarai una delle piante preferite dagli uomini, ti darò il potere di guarirli da ogni malattia, salvali dalla morte come hai fatto con me. Maria».
L’aglio e l’aloe, appartenenti alla famiglia delle liliacee, da migliaia di anni sono considerate panacee, entrambe contenenti forze solari e principi energetici ad azione antitumorale; esiste una buona documentazione che copre centinaia di indicazioni.
L’aglio è un ottimo purificatore del sangue e disinfettante di tutti gli apparati. Le meravigliose virtù e la bontà dell’aglio fresco si diffondono sempre più tra gli uomini. Viene coltivato da tantissimo tempo, questa bianca radice bulbosa, resistente al gelo invernale, concentra i raggi solari sprigionando calore che dilata i vasi sanguigni regolarizzandone la pressione, agisce come antiaggregante piastrinico aumentando naturalmente il tasso delle HDL, impedendo la formazione di lesioni arteriosclerotiche, agisce sui bronchi rivelandosi utile verso enfisemi, asma, tubercolosi… Buon vermifugo, antibiotico naturale, antivirale, esercita un’azione immunizzante e risolvente nei confronti di tumori e cancri. Così l’aglio elimina i parassiti e accresce la resistenza dell’organismo, fortificando le sue forze vitali e l’Io stesso. Abbiamo inserito oltre 150 applicazioni terapeutiche nella sezione del prontuario. Nel noto libro “Dracula”, i bulbi solari dell’aglio assieme ai suoi fiori vengono utilizzati dal dottor Van Helsing per tenere lontani i vampiri e favorire un buon riposo notturno senza incubi «ci sono molte virtù in questi fiori così comuni. La tradizione popolare è ricca di consigli su cui occorre riflettere.
L’aloe ha una grande capacità di trattenere l’umidità ed ha la straordinaria dote di sopravvivere alla siccità, entra come base in tante preparazioni medicinali e fitocosmetiche «è una pianta in grado di fornire all’uomo tutti gli elementi essenziali per il mantenimento della buona funzionalità cellulare, per l’avviamento dei principali processi metabolici, per il buon funzionamento degli equilibri di membrana, per il trasporto e la produzione di energia. All’interno della foglia appare il trasparente e lucido succo, simile a gel che diluito in acqua di fonte e instillato a gocce negli occhi, si trasforma in occhiale liquido di grande sollievo nei disturbi oculari. Le foglie di aloe risultano ricche di vitamine, minerali, aminoacidi, enzimi ecc. Stimola prodigiosamente il sistema immunitario, possiede ottime proprietà idratanti e riparatrici dei tessuti, rigeneranti e cicatrizzanti, quindi anche energetiche e antitumorali accertate, antiinfiammatorie, analgesiche, batteriostatiche e virostatiche, emostatiche, antimicotiche, antifermentative, antipruriginose, antipiretiche… «ho constatato che molte malattie si sono dissipate con la semplice somministrazione dell’aloe.
Ogni essere ospita simbionti, cioè microrganismi che vivono in simbiosi nell’organismo, ora, quando il terreno individuale è precario e carente di sostanze vitali, quando l’Io è debole, quando il sistema immunitario è inefficiente, succede che i simbionti si moltiplicano causando l’alterazione cellulare, la degenerazione e la patologia tumorale. Iniziano a predominare le tenebre e quei microrganismi che sono figli delle tenebre prendono il sopravvento. Il corpo diventa come il castello diroccato di Dracula, dalle cui nere finestre non usciva neanche un raggio di luce. Allora noi dobbiamo rinforzare il sistema immunitario, il terreno vitale e l’Io con la luce e il calore, con la saggezza e l’amore, con una nutrizione e uno stile di vita che riporti l’equilibrio, che blocchi la fermentazione eccedente e ripristini la corretta respirazione cellulare in grado di assorbire ossigeno vitale «l’ossigeno è l’elemento che governa i processi di combustione dell’organismo. Conseguentemente, è il principale fornitore di energia per cellule, tessuti ed organi. Esso viene prelevato dall’aria attraverso i polmoni; dopo essere passato nel sangue, reagisce con il ferro dell’emoglobina e viene trasportato verso tutte le cellule del corpo, alle quali viene infine ceduto. L’ossigeno costituisce, pertanto, la base di tutti i processi metabolici. L’ossigeno dona vitalità e rende vigili; stimola nel soggetto la creatività, nonché il desiderio di realizzare i propri progetti; fa riemergere stati d’animo da tempo dimenticati, e pone le premesse per importanti cambiamenti. L’ossigeno rappresenta il principio biologico per eccellenza; esso promuove la gioia di vivere e la creatività, spingendo l’individuo a crescere ed a migliorare le proprie condizioni di vita.
L’aumento di temperatura corporea (ipertermia) prodotta internamente dalla febbre o esternamente attraverso bagni di vapore, saune o per irradiamento solare, e ancora con esercizi fisici, è il miglior metodo per aumentare le difese immunitarie. L’azione combinata di luce e calore, purifica e rigenera l’intero organismo. Da migliaia di anni questo ci viene insegnato e tramandato dalle varie civiltà, l’esempio degli animali che per guarire si espongono alla luce e al calore del sole è sotto gli occhi di tutti «il sole è molto importante per ogni tipo di vita. Il sole alimenta, aiuta, arricchisce, stimola e rinforza. Dove entra il sole non entra il dottore. Abbiamo bisogno di luce e di calore e il sole è il mezzo migliore, in grado di irradiare e di abbracciare l’intero globo ;la luce del Sole è la più potente medicina che la natura abbia messo, gratuitamente, a disposizione dell’uomo. Iniziare a nutrire il proprio corpo con la luce che la natura ci ha donato, senza aspettare di essere depressi per farlo, è forse la cosa più semplice, bella e positiva che chiunque può fare.
Così come durante il digiuno igienista assistiamo alla sparizione per autolisi (digestione e disintegrazione dei tessuti mediante enzimi generati dalle cellule) dei tumori poiché l’organismo dissolve prima i grassi e tutto quello che non è vitale al suo sostentamento, così durante la cura di soli succhi di verdura fresca centrifugata coadiuvata dalle spremute di agrumi, dalle tisane e dall’acqua d’argilla, dai suoi cataplasmi, dalle respirazioni, dai bagni ecc., noi procediamo alla purificazione del sangue e nello stesso tempo attuiamo una pratica salutare, energetica e rivitalizzante, che sostiene il corpo intero procurandogli vitalità proprio nel momento del bisogno, a detrimento del tumore che invece viene bloccato, arrestato e disciolto giacché non più nutrito dal nostro nuovo stile di vita ;il digiuno è un periodo ideale per apprezzare il nostro alimento più importante: l’aria. Invece di concepire il digiuno come la soppressione di alimenti solidi, lo si può vivere come una festa di liquidi e di ossigeno, un periodo durante il quale si sostituiscono i frutti della terra con l’esplorazione delle risorse prodigiose dell’acqua e dell’aria. Attraverso queste forze naturali si può imparare a nutrirsi sostituendo alle energie materiali delle energie più sottili. Durante il digiuno si attua una purificazione a livello fisico, psichico e spirituale. Tutto ciò che è inutile viene eliminato e i sensi si risvegliano. Migliorano la vista, l’udito e l’olfatto, si riscoprono quei contenuti spirituali che nel mondo profano di ogni giorno sono andati perduti o dimenticati. Il tumore è un’escrescenza autonoma e le sue cellule possono essere divorate solo affamando l’organismo con la cura dei succhi. L’esperienza della cura del digiuno infatti insegna che il corpo, digiunando, elimina tutto ciò che gli è estraneo. Durante il digiuno, i tessuti vengono sacrificati in ordine inverso rispetto alla loro importanza; quando l’alimentazione riprende, i tessuti più vitali vengono riforniti per primi. Gli effetti del digiuno raggiungono l’essenza dell’organismo. La lingua pulita, gli occhi lucenti e svegli, una pelle chiara e fresca senza più rughe e zampe di gallina intorno agli occhi… l’aumento della potenza olfattiva, un miglioramento dell’udito e della vista, l’acuirsi delle condizioni e dell’efficienza mentale; …prontezza, energia, ringiovanimento. Durante i periodi di astinenza enormi cambiamenti avvengono nelle cellule del corpo, così che in genere rimangono solo cellule sane.
In questo modo ci libereremo di questo “male” ed ora che lo abbiamo compreso, sappiamo che in fondo ci ha aiutato e ci ha portato (purtroppo forzatamente poiché le leggi della natura sono implacabili) sulla retta e igienica via della salute senza spese folli, senza paure, mutilazioni, avvelenamenti, ma in armonia ed equilibrio con la vita ,allontanarsi da madre Natura, cercare di barare o, peggio, tramarle contro, è il gioco d’azzardo più pericoloso quanto insulso, perché è in errore chi ritiene che essa possa essere ingannata e raggirata con meschini espedienti o con efficaci diversivi; né si possono impunemente violare le sue supreme leggi.
Il digiuno è uno dei mezzi più potenti di guarigione in cui vediamo agire in noi tutta la saggezza della natura vivente. Consigliamo di viverlo attivamente partecipando gradualmente con le forze disponibili coscienti, in soccorso della vis medicatrix naturae. Durante il digiuno, che ha una durata variabile in base al tipo e alla costituzione, vengono sospesi solo gli alimenti solidi, rimane invece sempre l’acqua naturale o addizionata al succo fresco di limone; oppure succhi di frutta fresca o verdura fresca e tisane.
Inquinamento : esposizione a sostanze tossiche
La maggior parte del benzene presente nell’ariaè invece un sottoprodotto delle attività umane. Le principali cause di esposizione al benzene sono il fumo di tabacco, le combustioni incomplete del carbone e del petrolio (dei quali è un costituente naturale), i gas esausti dei veicoli a motore e le emissioni industriali (gli usi industriali del benzene, inclusi la produzione di plastiche e resine sintetiche, causano spesso il rilascio di vapori contenenti questo inquinante). Anche i vapori liberati dai prodotti che contengono benzene, come colle, vernici, cere per mobili e detergenti, possono a loro volta essere fonte di esposizione. Per quanto riguarda l’inquinamento da benzene dovuto al traffico, circa il 95% dell’inquinante deriva dai gas di scarico degli automezzi a benzina, mentre il restante 5% deriva dalle emissioni dovute all’evaporazione del benzene presente nel serbatoio e nel carburatore durante le soste. Una certa esposizione avviene anche quando si pompa la benzina nei serbatoi delle automobili.
EFFETTI SULLA SALUTE
L’esposizione al benzene avviene essenzialmente per inalazione (circa il 99% del benzene assunto). Gli effetti tossici acuti sono in genere dovuti a contatto per inalazione o per via cutanea e si presentano per lo più a causa di fughe o versamenti in ambienti di lavoro. Brevi esposizioni di 5-10 minuti a livelli molto alti di benzene nell’aria (10000-20000 ppm) possono condurre alla morte. Livelli di concentrazione più bassi (700-3000 ppm) possono causare giramenti, sonnolenza, aumento del battito cardiaco, tremori, confusione e perdita di coscienza. Gli effetti tossici cronici sono invece dovuti a periodi di esposizione molto lunghi e a basse concentrazioni. Il benzene si distingue, per l’uomo, per la sua grande tossicità per le cellule sanguigne e gli organi che le producono (soprattutto midollo osseo). L’affezione che preoccupa di più, sia a livello professionale che ambientale, è la comparsa del cancro del sangue dovuta all’esposizione ripetuta a concentrazioni di benzene di qualche ppm per più decine di anni. Diversi studi hanno messo in evidenza il pericolo di contrarre la leucemia mieloide o altre forme di cancro. L’esposizione al benzene è stata anche collegata al danno ai cromosomi, la parte delle cellule responsabile dello sviluppo delle caratteristiche ereditarie e a danni a livello degli organi riproduttivi.
Oggi però i pericoli maggiori per la nostra salute si annidano proprio all’interno delle nostre case.
La nostra salute è costantemente messa in pericolo da una forma insidiosa di inquinamento domestico, legata a un impiego sempre più massiccio di prodotti chimici e sintetici.
Solo da poco si è potuto conoscere il prezzo che l’umanità paga per l’uso di questi nuovi prodotti e materie plastiche, che hanno avuto enorme successo e diffusione negli ambienti domestici.
Per la maggior parte della giornata si vive in ambienti artificiali, forse addirittura a rischio, certamente fonti di tensione, essendo così estranei all’habitat naturale offerto dal territorio circostante.
Ma anche lo stesso territorio è in pericolo a causa di questo inquinamento che noi, con le nostre scelte e le attività domestiche quotidiane, non facciamo che accrescere.
Ogni volta che utilizziamo uno spray, laviamo i piatti, facciamo il bucato, ci laviamo, dipingiamo una stanza, compriamo prodotti a lunga conservazione o scegliamo tessuti in fibra sintetica, creiamo ulteriori difficoltà a noi stessi e all’ambiente.
La medicina si trova oggi costretta a collegare sempre più malattie non a virus e microbi, quanto a fenomeni ambientali, che possono chimici, biologici e fisici. Con il notevole aumento di sostanze chimiche tossiche nell’ambiente, la sensibilizzazione è diventata una dei fondamentali oggetti di studio della medicina ambientale.
La sensibilizzazione è una reazione alle sostanze chimiche tossiche presente nell’ambiente a livelli generalmente considerati non dannosi.
Il fenomeno è sicuramente legato a particolari sostanze chimiche, alla loro concentrazione e alla predisposizione individuale. Una persona sensibilizzata può diventare progressivamente sempre più vulnerabile, tanto da reagire anche a quantità minime o a bassi tempi d’esposizione.
Quando insorge la sensibilizzazione, l’organismo reagisce sulla base di quattro meccanismi fondamentali:
- Quantità globale assunta: ogni individuo ha una soglia che fissa la quantità limite di sostanza contaminanti che il suo organismo può tollerare. Questa soglia è variabile e può essere abbassata dallo stress, dalle infezioni, dalla mancanza di sonno e da scarso esercizio fisico.
- Adattamento: spesso si verifica una reazione fisiologica alla sostanza contaminante, ma ci si abitua a tal punto da non accorgersene più. Questo adattamento, si ripeterà a ogni nuova esposizione sino a raggiungere una fase di esaurimento delle capacità fisiche di adeguamento, in cui compare la malattia.
- Bipolarità: la reazione naturale dell’organismo a una sostanza contaminante è l’attivazione dei suoi sistemi immunitari e non immunitari di difesa. Dapprima si verifica un aumento del ritmo metabolico nel tentativo di espellere l’agente inquinante e poi, a lungo andare, un forte abbassamento del ritmo con conseguente depressione dei sistemi di difesa. Alla distanza questa reazione bipolare porta l’esaurimento delle sostanze nutritive essenziali del sistema immunitario: insorge la malattia.
- Biochimica individuale: ogni sistema immunitario è diverso dall’altro, quindi anche la sensibilità individuale varia. Si conoscono più di 1500 anomalie metaboliche congenite, che possono danneggiare le capacità naturali di difesa del corpo.
Agenti inquinanti e tossici
Gli agenti inquinanti più pericolosi sono quelli che provocano mutamenti nelle strutture fondamentali dell’organismo: le cellule. Tra i primi vanno citati i cancerogeni, i mutageni: cioè che mutano la struttura genetica, i teratogeni: che producono tare o anomalie nello sviluppo del feto; seguono poi gli agenti tossici e subtossici, dagli aeropatogeni come i virus e i batteri, e gli allergeni i quali provocano reazioni allergiche.
OLIGOTERAPIA
- L’oligoterapia é un metodo per prevenire e curare le malattie attraverso l’assunzione di sostanze chimiche chiamate oligoelementi che, presenti nell’organismo umano in piccolissima quantità, hanno la capacita’ di catalizzare (cioè di facilitare e rendere più veloci) tutte le reazioni chimiche all’interno del corpo. Come le vitamine, anche queste sostanze sono insostituibili e la loro carenza può provocare alterazioni strutturali e fisiologiche favorendo le malattie. Tutte le civiltà umane (soprattutto egizi, romani e caldei) hanno fatto ricorso agli elementi minerali presenti in natura utilizzandoli, in modo empirico, per scopi terapeutici. Fu tuttavia il medico francese Jacques Menetrier che, negli anni Trenta del Novecento, elaboro’ il sistema dell’oligoterapia. Secondo Menetrier, le carenze degli oligoelementi nel corpo umano possono essere favorite da situazioni di stress, inquinamento ambientale, abuso di farmaci, assunzione di cibi poveri di elementi minerali a causa dell’impiego massiccio di pesticidi e prodotti chimici in agricoltura.Queste condizioni sfavorevoli possono provocare nell’uomo un fenomeno chiamato “ametallosi”, cioè una carenza di atomi metallici. Correggendo lo stato carenziale di ametallosi, si riequilibra il metabolismo, guarendo la malattia funzionale e ripristinando lo stato armonico di salute.
Franco Mandelli, direttore di Ematologia della Sapienza di Roma, colui che bocciò la multiterapia Di Bella (MDB), intervistato da Rossella Cravero per il Messaggero giovedì 29 giugno 2000 disse: “Le leucemie acute del bambino guariscono in oltre il 60% dei casi, negli adulti si arriva solo al 30%. E con i linfomi siamo al 70% con l’hodgkin e al 50% per il non-hodgkin. [I] maggiori risultati [si hanno nei casi di] forme promielocitiche, un tempo tra le più gravi, mentre oggi arrivano a una guarigione nel 70% dei casi, grazie a una cura (acido retinoico) che fa differenziare le cellule leucemiche, cioè fa tornare normali quelle malate.” ..il farmaco miracoloso che accenna, altro non è che il componente base della Multiterapia Di Bella..: con che coraggio oggi grida a voce alta che il tumore non è più imbattibile grazie anche all’acido retinoico?
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Pubblicato da astrambientegiovani 








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Prof.Adriana Bisirri.


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